Facebook, privacy e bufale

2955504454.pngNessuno strumento è buono o cattivo di per sé. Dipende dall’uso che se ne fa.

La polvere da sparo, per esempio: se la usiamo per far saltare una parte di collina per costruire una galleria, non fa male a nessuno (mi perdonino gli ecologisti), ma se la mettiamo dentro una pistola, può diventare uno strumento cattivo.
Anche Facebook non è nè buono nè cattivo: è l’uso che se ne fa che può essere positivo o negativo.

Perché dico questo?

Perché oggi, sulle bacheche, ho visto ancora i presunti avvisi per salvaguardare la privacy su Facebook.

Il messaggio recita all’incirca così: “Ciao a tutti i miei contatti. Facebook ha cambiato ancora una volta le sue impostazioni di privacy. Con la nuova ‘graphic app’ chiunque può vedere le tue foto, commenti e gusti. […] Voglio rimanere in contatto con voi privatamente, poter postare le foto della mia famiglia e dei miei amici senza che estranei abbiano accesso a tutto. Infatti questo accade quando gli amici cliccano ‘Mi piace’. Posiziona il mouse sopra il mio nome (senza cliccare), apparirà una finestra. Sposta il mouse su ‘Amici’ (senza cliccare), ‘Impostazioni’, clicca e verrà visualizzato un elenco. Deseleziona ‘Avvenimenti importanti’ e ‘Commenti a mi piace’. In questo modo, l’attività non sarà più pubblica. Copia e incolla questo post sulla tua bacheca!”.

Prima dicevo che è l’uso che si fa degli strumenti a renderli buoni o cattivi.
Infatti, sebbene i social network abbiano delle potenzialità entusiasmanti, la maggior parte degli utenti cliccano ‘Mi piace’ senza pensare a quello che stanno facendo.
Ci sono milioni di notizie false e assolutamente inventate, che tutti condividono e contribuiscono a far circolare.

Quando condividi o commenti una notizia, non ti poni mai il problema di verificare se quell’informazione sia vera o falsa?

Io lo faccio ed è per questo che posso tranquillamente dire che l’appello sopra riportato è falso.
Innanzitutto, la “graphic app” non esiste: fa riferimento alla “graph search”, una funzionalità disponibile solo in Facebook in inglese, che permette di fare ricerche mirate tra i contenuti caricati.
Per esempio, cercando “photo pizza Milano” la ricerca dovrebbe restituire foto dei tuoi amici in pizzeria a Milano.

Oltre al danno, la beffa

Appurato che l’applicazione che dovrebbe intromettersi nella nostra privacy non esiste (sicuramente non in Italia al momento) vediamo perché l’appello è addirittura dannoso.
Le istruzioni fornite sono uno strumento per allontanarti dagli amici di Facebook.
Se le segui, sarai solo tu a non poter più vedere le notizie dei tuoi amici.

Quando posti, puoi decidere la visibilità dei tuoi contenuti: a tutti, ad alcuni o a nessuno.
Non sai come fare? Ecco le istruzioni ufficiali.

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